domenica 22 gennaio 2012

Ci sono pomeriggi in cui...
Ci risiamo, arrivano le festività natalizie e che cosa ci regala la prof. di italiano? "Ragazzi durante queste vacanze leggerete il libro:Bianco come il latte e rosso come il sangue, di Alessandro d'Avena. Il problema non è leggere un romanzo, tra l'altro forse il più bello che io abbia mai letto fino ad ora, ma quello che viene dopo la lettura. E, come volevasi dimostrare, al ritorno a scuola ecco l'immancabile tema. Taccia:"Ci sono pomeriggi in cui...", e in quale pomeriggio mi doveva capitare? Sono raffreddato, ho mal di testa, ho tante materie da studiare e devo fare un tema.E' proprio uno di quei pomeriggi in cui vorrei, non so cosa vorrei, ma certamente non fare un tema.
Diventiamo seri e mettiamoci a lavoro.
Il pomeriggio è la fase più lunga della giornata in cui, dopo una faticosa mattinata di scuola, un ragazzo vorrebbe riposare sul divano di casa. Però questo piacevole riposo, appena iniziato, deve essere interrotto dai compiti e da attività pomeridiane come la piscina o la palestra. Ed è per colpa di queste cose che i pomeriggi sono diventati brevissimi: non c'è più tempo di guardare la televisione, di stare al computer, o anche di stare seduti su divano senza far niente.
A volte vorrei che il pomeriggio non venisse mai, perché non vorrei sedermi su una sedia per quattro/cinque ore intere a studiare, mentre potrei fare qualcos'altro di sicuramente più divertente; però poi mi rassegno e comincio, e subito si fa sera. Ci sono pomeriggi in cui mi sento annoiato: in quei giorni non ho la forza di studiare, non riesco a prendere la chitarra, e nemmeno ad alzarmi per andare ad accendere il computer. E questi pomeriggi passano molto lentamente come se le lancette dell'orologio non avessero la forza di andare avanti, ma comunque il tempo passa e si fa sera. Poi ci sono pomeriggi in cui mi sento vuoto, in cui penso che potrei fare tante, tantissime cose, ma alla fine non concludo niente e sto davanti al computer, cliccando tante cose e tanti siti che a volte mi chiedo anche il perché l'ho cliccato.
Invece ci sono dei pomeriggi in cui mi sento felice, mi sento bene: sono felice di studiare, cosa molto strana, prendo la chitarra e mi riesce tutto anche l'assolo più difficile. Sono felice per qualcosa che è successo il giorno prima o la mattina, oppure anche per qualcosa che dovrà accadere. In quei pomeriggi mi sento bene, a mio agio con me stesso, mi riesce tutto, persino un problema di matematica impossibile. E in questi pomeriggi le lancette corrono velocissime, sembra che abbiano trovato un'energia nascosta e forse è stata proprio la mia felicità a scoprirla; comunque sta di fatto che in questi giorni mi sento troppo bene. Alla fine posso dire che la giornata, indipendentemente da quello che si fa, passano a seconda dello stato d'animo di una persona, dipende da quello che è successo, da quello che accadrà: come ho già detto, se sei triste, per qualsiasi motivo,la giornata, inevitabilmente, sarà lunga, noiosa e angosciosa; se invece sei felice ti sembra di avere il mondo in  mano, e di poter fare ciò che si vuole; il tempo, infatti, più di ogni altra cosa, è relativo e il suo scorrere, anche se inarrestabile nella realtà, dipende da ognuno di noi 



1 commento:

  1. Trovo questo testo piuttosto interessante nell'impostazione e nella esposizione.
    C'è da rivedere un pò la punteggiatura: ad es. prima della "e" non ci vuole la virgola; inoltre si potrebbero aggiungere dei puntini sospensivi e dei punti esclamativi per sottolineare l'espressività di qualche passaggio.
    Nell'ultima parte c'è qualcosa da rivedere a livello sintattico e grammaticale.
    La prof.

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