Il primo giorno di scuola
Che bello! Ho 16 anni e dopo
aver fatto dieci anni di scuola, mi ritrovo a parlare ancora del primo giorno
di scuola. Di quale giorno parlare? Praticamente ogni anno c’è un primo giorno
di scuola fissato dal ministero dell’istruzione ed io ho vissuto ben dieci di
primi giorni, e ne vivrò ancora. Il primo giorno di scuola, di un primo o nuovo
ciclo, per un bambino, ragazzino, ragazzo o adulto è un giorno molto importante
perché in quel momento si entra in una nuova dimensione: un nuovo istituto,
nuovi insegnanti e soprattutto nuovi compagni. Si provano tante emozioni, a
cominciare dal giorno prima in cui viene l’ansia perché si vuole scoprire cosa
accadrà il giorno dopo; chi saranno i nuovi in segnanti, come saranno i nuovi
compagni; si è talmente presi da queste domande che il tempo passa in fretta e
la notte non si riesce a dormire. Il giorno dopo è un giorno bellissimo: salti
giù dal letto prima che suoni la sveglia,non vedi l’ora di andare a scuola,
cosa che non accadrà mai più, e sei stranamente felice anche se sono le sette e
mezzo del mattino. La scuola sembra un posto magico, ma poi diventerà un
incubo; i professori sembra che ti vogliono bene, ti accudiscono, ma per tutto
l’anno, a cominciare dal secondo giorno, saranno i protagonisti di bruttissimi
momenti. Tutti sono felici e spensierati il primo giorno si scuola, tra i
corridoi sembra di essere al carnevale di Rio de Janeiro. Invece gli altri
giorni i corridoi sembrano delle scene da film dell’orrore. Ora però devo
parlare del mio primo giorno di scuola. Io, praticamente, di primi giorni di
scuola ne ho vissuti tre, tra questi quello che ricordo con più piacere è
quello delle medie. Ricordo che in quel giorno non vedevo l’ora di andare a
scuola perché mi alzai prima che suonasse la sveglia. Mia madre mi accompagnò,
come fa tutt’ora, e poi entrai in classe. Io l’istituto, dall’interno, lo avevo
già visto durante l’estate, ma vederlo in quel momento ed entrarci come alunno,
come parte integrante di quell’edificio, e non come visitatore, mi faceva
sentire felice. Ero curioso di sapere chi sarebbero stati i miei nuovi
compagni. Non avevo neanche il problema di trovare un posto vicino a qualcuno
che non conoscevo e di fare nuove amicizie perché in classe mia c’erano alcuni
miei compagni delle elementari. I professori sembravano persone “normali” forse
perché non fecero lezione e si limitarono solo a conoscerci e fare quei soliti
discorsi che si fanno ad inizio anno. Comunque quelle prime quattro ore sono
passate molto velocemente e quando tornai a casa non vedevo l’ora di raccontare
tutti i particolari di quel giorno stupendo. Tutti e tre i primi giorni di
scuola sono speciali però io ne ho scelto uno perché quello delle elementari
non lo ricordo affatto; invece quello delle superiori fu un po’ più normale
rispetto agli altri due, perché io vado al liceo da quando sono nato, lo
conoscevo bene anche prima di entrarci e naturalmente conoscevo già i
professori e loro già conoscevano me (comunque il primo giorno di scuola alle superiori
rimane speciale). Quindi ho scelto quello delle medie non solo perché lo
ricordo con più piacere, ma anche perché è quello che più si addice alle
caratteristiche del primo giorno di scuola. Gli altri primi giorni sono solo
una noiosa ripresa di una lunga routine che si ripete ogni anno e che viene
interrotta da un brevissimo, purtroppo, periodo di vacanze.
Bene, Catello!
RispondiEliminaC'è qualcosa da rivedere nella punteggiatura, soprattutto all'inizio.
Riguardo alla struttura del testo, noto che ti giustifichi parecchio rispetto alla scelta che hai fatto, il primo giorno di scuola delle medie, e ti lasci andare poco all'onda dei ricordi...
La prof.